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L’Accademia partner del Ministero degli Esteri
per la promozione dell’identità gastronomica italiana nel mondo

 

L’Accademia è stata chiamata, quale parte attiva e importante, alla realizzazione delle iniziative che le Ambasciate, i Consolati e gli Istituti italiani di Cultura intraprenderanno in riferimento alla “Settimana della Cucina Italiana” del prossimo novembre. I Delegati all’estero e i Legati sono già stati informati dell’importante accordo, che prevede contatti con le sedi diplomatiche per concordare le modalità di coinvolgimento delle nostre Delegazioni e Legazioni. In particolare, l’Accademia si dovrà occupare di conferenze sulla storia della gastronomia italiana e sulle tradizioni locali, di convegni su ingredienti tipici italiani, prodotti Dop e Igp di qualità, di degustazioni e cene a tema, di attività di informazione su alcuni piatti tipici.

Fondate 4 nuove Legazioni:
Mosca, Giacarta, Stoccarda, Tokyo

 
Il nuovo concetto di Legazione ha consentito la nascita di importanti presenze dell’Accademia in Paesi e città dove non avevamo alcuna rappresentanza. In particolare, la Russia e il Giappone sono due Paesi che meritano una nostra partecipazione alla vita gastronomica.
Ci auguriamo un’intensa attività accademica da parte dei nuovi Legati, che ringraziamo per la loro passione e disponibilità.

Legazione di Mosca


Grazie alle indicazioni del Delegato di Londra, Maurizio Fazzari, l’Accademia è ora presente anche in Russia. Il Legato Vincenzo Trani, nato a Napoli, è figlio dell’Accademico Paolo Trani iscritto, in passato, nella Delegazione di Copenaghen. Si trasferisce in Russia nel 2002, dopo aver ricoperto diversi incarichi in Italia, presso la Banca Monte dei Paschi di Siena. Attualmente è Presidente del Consiglio di Amministrazione del Gruppo General Invest, da lui fondato nel 2008. Partecipa ai Consigli di Amministrazione di varie società in Russia e all’estero. È Vicepresidente della Camera di Commercio Russo-Italiana e dell’Associazione GIM-Unimpresa. Nel 2009 è stato nominato Console Onorario di Bielorussia in Napoli.

Legazione di Giacarta


È Michela Magrì la Legata di Giacarta. Nata a Catania, vive attualmente nella capitale indonesiana dove riveste l’incarico di Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura. Dal 2009 al 2014 ha lavorato a Los Angeles, dove ha partecipato attivamente alla vita della Delegazione locale come Accademica, fino al suo trasferimento in Indonesia. Avvocato con specializzazione in discipline forensi presso l’Università di Catania, ha svolto parte della sua carriera a Catania e a Roma.
 

Legazione di Stoccarda


In Germania si intensifica la presenza dell’Accademia con la costituzione della Legazione di Stoccarda. Il Legato, Andrea Bertolini, da due anni residente a Stoccarda, è Deputy General Manager della Emak Deutschland. Laureatosi a Milano in Economia Aziendale, nel 1998, ha lavorato per alcuni anni in KPMG, poi è entrato a far parte di Emak SpA dove, negli ultimi dieci anni, ha ricoperto diverse cariche presso le filiali estere del Gruppo: in Polonia, Cina e attualmente in Germania. Già parte attiva dell’Accademia in Cina, dove ha ricoperto la carica di Segretario presso la Delegazione del Guangdong.

Legazione di Tokyo


Manuela Orighi è la Legata di Tokyo. Affezionata Accademica, ha militato in due Delegazioni estere dal 2006, anno della sua iscrizione in Accademia: da Budapest si è trasferita a Bruxelles, presso la Delegazione belga, fino al suo trasferimento, lo scorso anno, a Tokyo, dove risiede stabilmente con la sua famiglia e si dedica ad attività pro bono.
 

La riunione della Consulta

 
Si è svolta a Milano, presso l’open space del ristorante “Filippo La Mantia-Oste e Cuoco”, la riunione di primavera della Consulta. All’unanimità sono stati approvati il Conto Consuntivo al 31.12.2015 e alcune modifiche al Regolamento, che sono già presenti sul sito dell’Accademia. L’articolo completo sul numero di luglio di Civiltà della Tavola.



L'Accademia italiana della cucina
al lavoro per valorizzare il made in Italy


Riportiamo parte dell’intervista che il mensile “Italia a Tavola” ha fatto al Presidente Paolo Petroni.
 

L’Accademia italiana della cucina è nuova parte attiva del progetto di valorizzazione all’estero della cucina di qualità nell’ambito del programma del ministero degli Esteri, promosso da Vincenzo De Luca

Fiero di quest'iniziativa, e in prima linea nella sua realizzazione, il Presidente dell'Accademia Italiana della Cucina Paolo Petroni: “Un'iniziativa fondamentale che vuole contrapporsi a fenomeni come l'Italian sounding o alle false ricette proposte dai cosiddetti "ristoratori italiani" all'estero. Non vuol essere un evento con un inizio e una fine, quanto un importante stimolo affinché la nostra cucina sia giustamente valorizzata anche fuori dall'Italia, un'occasione per sensibilizzare sia cuochi che consumatori intorno alla sua qualità”.

L’Osteria Francescana, di Massimo Bottura,
il miglior ristorante del mondo


Secondo la famosa (e criticatissima) classifica della rivista inglese “Restaurant”, chiamata “The World’s 50 Best Restaurant”, che la stampa considera una sorta di Oscar dei ristoranti, quest’anno, dopo aver ricoperto il secondo posto nel 2015 e il terzo nel 2013 e nel 2014, Massimo Bottura ha conquistato il primo posto assoluto, seguito dagli spagnoli Fratelli Roca di Gerona. Siamo felicissimi che finalmente un ristorante italiano abbia ottenuto un riconoscimento di cui parla tutto il mondo e siamo felici per Massimo Bottura, che ha commentato a caldo: “Mi viene da piangere”. La nostra guida gli assegna 4 tempietti e segnala le sue frequenti assenze dal locale, essendo impegnato in tutto il mondo. Insomma, locale con ottima cucina, ma queste classifiche non ci piacciono: il migliore d’Italia, il migliore del mondo. Vanno bene per far parlare i mezzi di comunicazione, ma la gastronomia è un’altra cosa. Per esempio, le migliori tagliatelle al ragù del mondo non si mangiano lì. Mentre lì si mangiano le migliori cinque stagionature del parmigiano reggiano in diverse consistenze e temperature. A ciascuno il suo.
 

La nuova Delegazione di Brescia-Terre dei Fontanili

 
Lo scorso 9 giugno, è stata consegnata la campana accademica alla nuova Delegazione di Brescia-Terre dei Fontanili. Erano presenti, oltre al Presidente Paolo Petroni, il Coordinatore Territoriale per la Lombardia Est e Delegato di Brescia, Giuseppe Masserdotti, e il Delegato dell’Alto Mantovano e Garda Bresciano, Mario Beschi. La cerimonia, perfettamente organizzata dal nuovo Delegato Roberto Mutti, si è svolta al ristorante (4 tempietti) “Gambero” a Calvisano. Il menu servito, di alto livello, comprendeva, ovviamente, il celebre e squisito caviale di Calvisano e la torta di rose De.Co.
 


Gli spaghetti cacio e pepe

Dopo il risotto giallo offerto dai ristoranti di Milano, passiamo ad esaminare uno dei piatti simbolo della capitale: il “cacio e pepe”. A Roma furoreggiano da sempre la carbonara e l’amatriciana, detta in città “matriciana”. Il cacio e pepe c’è sempre stato, ma in seconda fila: piatto semplice, con pochi ingredienti, da amatori. Da qualche tempo, invece, è sugli scudi, furoreggia, è di gran moda.
Come negli altri casi, le mistificazioni non mancano e, anche se in presenza di due soli ingredienti, i cuochi riescono a far pasticci. Gli errori più gravi sono l’aggiunta di olio, burro, panna.
Come dice il nostro Coordinatore di Roma Gabriele Gasparro, la caratteristica del vero cacio e pepe è la semplice aggressività di un piatto “forte”, seppur di difficilissima preparazione, “causa persa per chi non ha dimestichezza”, come afferma Jannattoni. L’aggiunta di olio è definita da Ada Boni “cervellotica”. I veri spaghetti o tonnarelli romani “a cacio e pepe” esigono rispetto.
Hanno contribuito alla selezione le nostre Delegazioni di Roma e di Roma Eur. Riportiamo un breve commento di Claudio Nacca, Delegato di Roma Eur, ai ristoranti Felice a Testaccio e Da Flavio al Velavevodetto
Felice a Testaccio. “Qui si gusta forse il cacio e pepe più famoso di Roma e non solo, visto che il locale è sempre affollato di turisti provenienti da ogni parte del mondo, e per questo risulterà il locale più votato della città anche se non è da ritenersi il migliore, specie da quando, scomparso Felice Trivelloni (qualche anno fa), la sua brigata di cucina (coordinata da Flavio de Maio) si è trasferita, quasi in massa, altrove. Ciò che contraddistingue indubbiamente il cacio e pepe di Felice, e la differenzia da tutte le altre, è la “scenografia” con la quale viene servita dal personale di sala, che provvede ad amalgamare l’acqua di cottura della pasta con il pecorino direttamente nel piatto del commensale, con rumori e volteggi di posate che ricordano le mosse di un giocoliere: lo spettacolo visivo è mirabile ma il piatto risulta un po’ pesante per l’eccessiva dose di formaggio utilizzata per rapprendere l’acqua di cottura (e prolungare i tempi dell’esibizione)”.
Da Flavio al Velavevodetto. “È qui che, dopo il divorzio, è approdato Flavio de Maio insieme alla cuoca storica di Felice. Per ammissione dello stesso Flavio, il suo cacio e pepe presenta una ‘contaminazione’, rispetto alla ricetta originale, consistente nell’aggiunta di un filo d’olio che, secondo lui, serve a evitare che il formaggio, raffreddandosi, si rapprenda oltre il dovuto e aggiunge un po’ di sapore al piatto, limitando così il ricorso al pecorino”. Per quanto sopra non viene inserito in elenco (NdR).
 
Armando al Pantheon
Salita dei Crescenzi, 31
Tel. 06 68803034
Chiusura sabato sera e domenica; 
ferie mai


Gino
Vicolo Rosini, 4 (Pantheon) 
Tel. 06 6873434
Chiusura domenica; 
prenotazione obbligatoria


Roscioli
Via dei Giubbonari, 21 
(Campo de’ Fiori)
Tel. 06 6875287
Chiusura domenica

Da Felice a Testaccio
Via Mastro Giorgio, 2
Tel. 06 57468009
Chiusura mai; 
ferie 1 settimana ad agosto


Da Oio a casa mia
Via Galvani, 43
Tel. 06 5782680 
Chiusura domenica
 
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