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Newsletter Gennaio 2017
 

Qigong per l'inverno

Pratiche per preservare l'energia vitale

Reggio Emilia,  sabato 21 gennaio dalle 9,30 alle 12,30

con Giovanni Gennari

 
 

Orario: 9.30 - 12.30
Iscrizioni: contattare Giovanni 347.2753404 
Sede: via Soglia 2/e, Reggio Emilia

 

Il corso è riservato i soci de Il Risveglio

Seminario di riflessologia plantare

Reggio Emilia, 28-29 gennaio 2017

con Enrica Daziano
 

Fin dai tempi antichi i piedi sono oggetto di attenzione particolare. Il piede è la nostra base, il nostro contatto con la terra, ci dà la stabilità, il senso della realtà.

Sulla pianta del piede si possono individuare zone o centri riflessi che riproducono schematicamente, in piccolo, lo stato momentaneo della persona. Un soggetto sano si riflette in un piede sano, non dolente e caldo, elastico e ben irrorato; in una situazione diversa segnala disturbi agli organi interni. Se l'organo è leso o danneggiato, tale stato si ripercuote sulla zona riflessa che, alla pressione, risulterà dolente o comunque alterata. Normalizzando con il contatto la zona riflessa, si riattiverà la funzione degli organi danneggiati.

Dolori alle zone riflesse possono indicare anche problemi d'organo che non abbiano ancora una sintomatologia manifesta, acquistando così un significato preventivo. In questo senso si aprono molteplici possibilità di intervenire allo stadio iniziale di uno squilibrio con l'intento di preservare la salute.

Il seminario è per principianti ed accessibile a tutti.
 

Il corso è riservato i soci de Il Risveglio

per maggiori info clicca qui
Dessert con l'artista

Reggio Emilia, lunedì 30 gennaio dalle 20,30 alle 22


La serata è dedicata al famoso pittore e writer statunitense Jean-Michel Basquiat, le cui opere sono esposte in una mostra che si sta tenendo presso il Museo delle Culture di Milano, fino al 26 febbraio.
E' un'occasione per conoscere questo importante e geniale artista e per gustare in compagnia un buon dessert.
 
Info e prenotazioni: Barbara 338.8232892
L'Epifania tutte le feste porta via
Il lungo periodo delle feste, dedicate anticamente al solstizio d’inverno, è chiuso dall’Epifania che, come vuole il detto popolare, “tutte le feste le porta via”.
La festa si celebrava a Roma già fin dal II secolo e la parola epifania, che in greco significa “visibile”, secondo la lettura volgare si è via via trasformata in “Pifania, Befania” e finalmente Befana. Nella ricorrenza sopravvive il carattere lunare delle antiche feste del solstizio. Esempio ne erano i riti propiziatori delle “befanate”.
Uno di questi consisteva nel bruciare un pezzo di legno, rappresentante la “vecchia” (simbolo di Madre Natura), che giunta alla fine dell’anno era una comare secca da segare e bruciare. Quel bruciare, altro non era che un esorcismo contro le privazioni passate. Un’altra befanata consisteva nella questua alimentare fatta di casa in casa dai giovanotti della comunità per scacciare, cantando e recitando, le manifestazioni terribili della natura. Era invece ripreso dai saturnali latini della notte di festa, un rito dove gli animali domestici venivano portati alla mensa degli uomini, e serviti dai rispettivi padroni, per impedire loro di acquistare il dono della parola.
Di probabili origini pagane, il personaggio della Befana era una strega benevola che abitava sui monti in mezzo al bosco, vicino alle carbonaie. 



Detta anche la moglie dell'orco, portava in una
calza ai bambini cattivi carbone o legno e a quelli buoni doni alimentari, quali agrumi, frutta secca o biscottini di panpepato (funzione propiziatoria).
L’antica ritualità della celebrazione dell’Epifania, sul piano alimentare e gastronomico, deriva dai culti agrari, con pietanze a base di legumi e maiale. E’ ancora seguita, in alcune zone d’Italia e in molti paese europei, la tradizione della torta dei Magi. Si tratta di una focaccia o di una torta contenente monete, fave secche, o altri piccoli pegni. I commensali che trovavano il contrassegno nella propria fetta divenivano i re della festa, incarnando il re dei saturnali Romani, i re Magi della tradizione Cristiana o il buffonesco Re della Fava delle confraternite goliardiche medioevali. Passata la notte, tutti festeggiavano con i Befanini, rustici dolcetti raffiguranti animaletti o fiori.

Nel cuore di ogni inverno c'è una primavera palpitante. E dietro la cortina nera della notte, si nasconde il sorriso di un'alba. (Kahlil Gibran)
foto di Fabio Aguzzoli - www.tempoinunclic.it
Poesie d'inverno

Vennero i Freddi

Vennero i freddi,
con bianchi pennacchi e azzurre spade
spopolarono le contrade.
Il riverbero dei fuochi splendé calmo nei vetri.
La luna era sugli spogli orti invernali.

Attilio Bertolucci


Albero Secco

Un albero secco
fuori dalla mia finestra
solitario
leva nel cielo freddo
i suoi rami bruni:
Il vento sabbioso la neve e il gelo
non possono ferirlo.
Ogni giorno quell'albero
mi dà pensieri di gioia,
da quei rami secchi
indovino il verde a venire.

W. Ya-p'ing

 
 
 
Luna di gennaio

luna calma, luna della neve,
luna fredda, luna casta, luna brillante,
luna del piccolo inverno

 
scarica qui il calendario della luna di gennaio

Gennaio in cucina

 
Farinata agli spinaci con zucca e tofu

200 g di zucca, 2 cucchiaini di zenzero in polvere (o zenzero fresco), 30 g di olio extravergine d'oliva, 100 g di farina di ceci, 100 g di spinaci novelli, 100 g di tofu, sale e pepe.

La farinata: Mettete la farina di ceci in una ciotola e versate un po' alla volta 300 g di acqua. Mescolate bene il tutto, in modo che il composto non presenti grumi. Lasciate riposare il composto da 4 a 10 ore, coprendo la ciotola (fuori dal frigorifero). Trascorso il tempo di riposo, aggiungete al composto sale e olio. Prendete una padella anti-aderente, ungetela leggermente e ponetela sul fuoco a fiamma media. Tritate gli spinaci grossolanamente e uniteli al composto liquido di ceci. Versate l'impasto nella padella e cuocete circa 15 minuti per lato o sino a quando la farinata non abbia un bel colore dorato e formi una leggera crosticina. 
Tagliate ora la zucca a fettine dello spessore di 1/2 cm e ricavate dei quadretti. Cuocetela a vapore per 5 minuti per ammorbidirla, lasciandola comunque però un po' soda. Sbollentate il tofu in acqua leggermente salata per 10 minuti. Sbriciolatelo e frullatelo con sale, zenzero, pepe e olio evo a piacere. Ricavate dalla farinata dei quadretti delle dimensioni simili a quelli che avete ricavato dalla zucca e formate una millefoglie. Iniziate con la farinata, poi la zucca, poi spalmante la crema di tofu e terminate con la farinata. Se necessario fermate gli strati con uno stecchino.

Che bontà!


 

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